Ciao Raga,
Anche la Pasqua 2008 se ne è andata dando però il via alla nuova stagione. Tante cose in questi giorni con l'inverno che si ritira e spalanca le porte all'aria di primavera, la stagione dove i fiori sbocciano e con i fiori anche nuovi amori, nuove avventure. Da sabato prossimo torna anche l'ora legale, segno che le giornate si stanno allungando. Dal punto di vista informativo, gli occhi dei grandi network nazionali e degli italiani guardano, forse con un po' di diffidenza rispetto al passato, al 13 e al 14 aprile, giorni in cui saremo chiamati dopo solo 2 anni ad eleggere il nuovo premier e il nuovo governo. Per parcondicio ho deciso di non fare campagna elettorale ma solo ascoltare le vostre intenzioni di voto e opinioni; solo dopo le elezioni tornerò ad occuparmi dei gravi problemi del sistema politico italiano. Credetemi sono tantissimi, per chiunque vinca sarà un lavoro lungo e difficile far tornare l'Italia nel posto gerarchico che si merita, a primeggiare sulle altre nazioni, (Ci hanno sorpassato Spagna e addirittura Grecia!!). Lasciando la politica che dire, dopo una settimana di relax (oddio dire relax è un po' un insulto alla parola, meglio usare devasto relax :-) mi tocca tornare a pensare al dovere... Lavoro ma soprattutto Università... Già tornano gli esami (a giorni diritto pubblico con elementi di diritto pubblico comparato), e tornano le lezioni... ma con la bella stagione è tutto un'altro spirito ad andare a Milano! C'è da dire che questa settimana è passata velocissima uffi, nonostante non abbia buttato via nulla (dormito in media 4 ore a notte) con il clou nelle giornate di mercoledì (serata birillosa e fragolosa.. vero vale?) e venerdì (seratona a desenzano). Ke Kaipyroska mi hanno fatto all'Art? Figaro mi ha stincato!!!. Il lago già invaso dai turisti, sabato mi sembrava di essere in vacanza come i nababbi... colazioncina, ristorantini mua!! Peccato che non ho nessuna foto da farvi vedere cavoli, dimenticavo sempre la macchina fotografica...
Volevo raccontarvi ancora qualcosa ma il tempo stringe, scusatemi se interrompo bruscamente. Vi regalo una bella foto che vi riempirà il cuore di Primavera!
Un bacione
Manu

Esiste qualcosa di più grande e più puro rispetto a ciò che la bocca pronuncia. Il silenzio illumina l'anima, sussurra ai cuori e li unisce. Il silenzio ci porta lontano da noi stessi, ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito, ci avvicina la cielo; ci fa sentire che il corpo è nulla più che una prigione, e questo mondo è un luogo d'esilio...

Un saluto ragazzi,
dopo un periodo in cui mi sono dedicato doverosamente alla cronaca, la tragica cronaca che ha scosso in queste settimane l'Italia, torno ad occuparmi del motore della nostra vita quotidiana: i sentimenti. La vita è fatta di centinaia di sentimenti: l'odio, la rabbia, la nostalgia... Potrei continuare all'infinito ma chi mi legge sa quanto tengo a limitare, a circoscrivere i sentimenti più grandi in Amore e Amicizia. Ne parlo spesso nei miei post, ed ogni volta che mi presto a chiudere il mio pensiero penso sempre di aver detto tutto, ma poi passano le ore, i giorni e mi accorgo che è impossibile racchiudere in poche righe il significato di queste parole all'apparenza tanto semplici, che dentro di sè hanno tutto, un carico di emozioni che ci fanno vivere. E poi quando qualcuno ci chiede cos'è per te l'amore? Cos'è l'amicizia? ci troviamo in difficoltà a rispondere tanto che spesso poche parole riusciamo a dire... forse è proprio perchè sono talmente prezione che riesci ad esprimerle soltanto vivendole.
Mi sono innamorato nella lettura di un poeta, secondo me eccezzionale, libanese di religione cristiano-maronita emigrò negli Stati Uniti; le sue opere si diffusero ben oltre il suo paese d'origine: fu tra i fondatori, dell' Associazione degli scrittori, punto d'incontro dei letterati arabi emigrati in America. La sua poesia venne tradotta in oltre 20 lingue, e divenne un mito per i giovani che considerarono le sue opere come breviari mistici. Ha cercato di unire nelle sue opere la civiltà occidentale e quella orientale. Qualcuno forse l'avrà riconosciuto, per tutti gli altri mi sento di non rivelare il nome, se un giorno lo scoprirete per caso penso ne rimarrete iffascinati.
Ho terminato qualche giorno fa di leggere una sua opera veramente magnifica che mi ha toccato particolarmente. Non vedo l'ora di iniziarne un'altra passate le nuove settimane di esami universitari. Direte ma che c'entra con i sentimenti? Ebbene proprio i sentimenti erano al centro del suo pensiero. Mai come in quel momento mi sono immedesimato in lui, come se parlasse lui al posto mio... Anche lui come me individua nell'amicizia e nell'amore i sentimenti della vita: sentimenti simili, a volte inseparabili, che si intrecciano, si mescolano, si separano, ritornano ad unirsi, si fondono in un un'unico sentimento sconosciuto ma che rimangono, o meglio che devono rimanere per essere veri, LIBERI.
Ho voluto selezionarvi di seguito uno stralcio del suo scritto in merito, (sarebbe da riportare tutto, ma ho selezionato solo i passaggi secondo me più significativi) Spero che anche voi come me, riusciste a cogliere il fascino delle parole.
Buona lettura
A presto, un bacio
Manu AMORE
Quando l'amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.
Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ", ma piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ".
E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.
L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra. AMICIZIA
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare. Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore.
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

No, non ci sono parole; Oggi non ci sono parole.
Forse li ricorderete in questa foto; qualcuno diceva che erano morti già quella notte. E che li avevano gettati là in fondo, in un anfratto fra le bellissime campagne della Murgia. Erano ancora verdi all'inizio di giugno di due anni fa, era piovuto tanto l'inverno prima. Qualcuno diceva anche che era stato proprio il padre ad ammazzarli. E poi a far scivolare nel pozzo i corpi dei suoi due bambini, i cadaveri di Francesco e Salvatore. Voci sfumate che erano finite nelle 275 pagine della prima "informativa" poliziesca, l'indagine sul giallo italiano dell'estate: "I fratellini scomparsi di Gravina".
Li avevano cercati dappertutto. Anche là vicino. Con i cani. Con i sommozzatori. Con gli speleologi. Con i medium. Con gli elicotteri. Con i volontari del soccorso alpino. Con i pregiudicati della zona. Torchiati notte dopo notte, quelli avevano fatto sapere: "Guardate meglio in quella famiglia".
Un mese di ricerche e di speranze, poi è calato un silenzio da paura.
Francesco e Salvatore Pappalardi, tredici anni il primo e undici il secondo, spariscono il 5 giugno del 2006. Spariscono alle 17,30 in una strada del loro paese, Gravina di Puglia. A fine estate dei piccoli ancora nessuna traccia. All'improvviso c'è una svolta nell'inchiesta: il 6 settembre Filippo Pappalardi, il padre, riceve un avviso di garanzia per sequestro di persona.
Tutti parlano dei due fratellini ma nessuno sa niente. Tutti parlano però Francesco e Salvatore sono due piccoli fantasmi. E' il momento delle sette sataniche, dei numeri del diavolo. Dei pedofili che infestano la Murgia. Dei nemici del padre o della madre. Le piste diventano tante. Troppe. L'inchiesta è ferma. I bambini non ci sono e i loro cadaveri nemmeno. E' passato quasi un anno dall'inizio di questo mistero, "il giallo di Gravina" sembra un caso da archivio. Il 22 maggio Filippo Pappalardi torna alla procura della repubblica di Bari. Lo interrogano un'altra volta. Entra testimone ed esce indagato. Ma non parla. La sua vita scorre normalmente. Continua a fare l'autista, passeggia per le strade di Gravina di Puglia, rilascia interviste alle tivù.
Un anno e mezzo dopo le speranze di ritrovarli vivi non ci sono più. Forse il procuratore sa già tutto, forse sa chi è l'assassino di Francesco e Salvatore. Il 27 novembre del 2007 i poliziotti arrestano Filippo Pappalardi.
Ieri sera il ritrovamento, dopo aver messo in salvo un ragazzo che, accidentalmente, era caduto proprio in quel pozzo. Orribile; quello che non avremmo mai voluto raccontare. Forse gettati vivi nel pozzo, e lasciati morire di stenti e di paura.
Orrore su orrore; Ciccio e Tore sono stati ritrovati in posizione fetale, Ciccio con il pollice in bocca, probabilmente gridava e cercava la sua mamma.
La gente ha salutato con un applauso le bare con le salme dei piccoli.

Come diceva Shakespeare - "La vita non è che un'ombra in cammino; un attore, che s'agita e che si pavoneggia per un'ora sul palcoscenico e del quale poi non si sa più nulla..."-, la vita è una grande commedia, in cui ognuno interpreta il suo ruolo, nel lavoro, nella società, nella famiglia.
Essere Uomo o Donna, dal medico al paziente, dal professore all'alunno, dal genitore al figlio... sono tante maschere che indossiamo ed in cui ci identifichiamo totalmente, perdendo la consapevolezza della nostra natura più profonda e vera: gioia, libertà e amore senza limiti.
Come diceva Platone - "Conosci te stesso" (come dicono i saggi dell'Oriente) "L'universo è come tu sei" -, soltanto quando ci liberiamo dalle maschere, quando smettiamo di identificarci in esse, potremo vivere la vita nella sua pienezza.
In questa commedia gli attori interpretano la propria vita e, insieme al regista,(Dio) preparano : "L'arte di vivere" che non riesce ad accettare l'età che avanza...il tempo... Ma pensateci sono proprio le maschere che creano i personaggi, non è vero? Senza di esse gli attori sarebbero dei poveri manichini, senza vita. È nel momento che calzano la maschera sul volto, è proprio allora che avviene la magia, la grande trasformazione alchemica! Perdono completamente la propria identità ed assumono un nuovo aspetto, nel corpo, nella mente e nello spirito.
Oggi le troppe maschere sono diventate il male della società, le stesse che portano poi all'ipocrisia, alla falsità. E' bene distinguere il mio significato diverso tra maschera e ruolo. Il ruolo che svolgiamo e diverso nel corso della giornata... Ma è la pura capacità di adattamento... Ora sono il fratello, il figlio, lo studente, l'amico ecc.. Sono contemporaneamente tutto ma il comportamento è diverso in base al "ruolo" che sono chiamato a svolgere, ma in tutti i ruoli sono me stesso, il mio essere interiore. La maschera invece ti porta a rappresentare, a svolgere quel ruolo fingendo, comportandoti in modo diverso al tuo essere, spesso per convenienza, utilizzando i modi imposti dalla società, forse più gratificanti a livello di immagine a costo di mettere in secondo piano la propria identità. E' davvero sottile la differenza che voglio dare ai due concetti, difficile da spiegare con le parole, ma spero che abbiate colto questa smagliatura.
E solo il tempo spingerà ognuno di noi a gettare la maschera, chi prima chi dopo, a strapparsela dal viso perché ormai insopportabile il suo peso da portare, il tempo si dice é galantuomo... il saggio, colui che già si è tolto la maschera e ci guida a venir fuori da questa grande illusione, dalla commedia della vita. Pensi che una volta compreso il gioco delle maschere, la vita sarà soltanto un grande divertimento! È proprio come quando si va al cinema. Se ci si immedesima nella storia che si vede e nei suoi personaggi, si soffre insieme a loro. Ma se rimaniamo consapevoli del fatto che è soltanto una 'finzione', una proiezione sullo schermo, allora anche un film tragico lo vedremo per quello che è e ne apprezzeremo l'interpretazione. Vedrai che la vita diventerà un 'grande gioco'.
Godetevela come spettatori questa vita, nella quale siete dei momenti protagonisti... ,altri comparse... ,soltanto comprendendo che é un grande e realistico film del quale Dio é il regista che ci fà recitare a getto, improvvisare quando e come vogliamo, soltanto allora comprenderemo l'Amore che ci ha dato, la massima espressione di libertà di agire, di essere, di essere la vita stessa...un giorno negli occhi di tutti perché tutti siamo legati da un lungo e sottile filo trasparente, magico, indivisibile la Vita stessa...
Ecco un altra similitudine (sapete quanto mi piace fare similitudini) che mi viene in mente scrivendo questa nottee che aggiungerò nelle citazioni...
LA VITA E' COME UN'ONDA DEL MARE CHE RITORNA NEL MARE
GOCCIA D'ACQUA CHE TOCCA L'OCEANO E OCEANO DIVENTA
Mi fermo qui.
Grazie, un abbraccio
Manuel

Come sopravvivere all’ondata di cuori e orsetti di peluche che accompagnano il 14 febbraio? Il modo più facile è ricordare che è una giornata d’amore nel senso più profondo di questa parola, un’occasione preziosa di attenzione e di vero affetto.
Ma per dirsi “Ti amo” i linguaggi possibili sono molti e non è detto che quello verbale sia il migliore. Penso che il giorno di San Valentino di solito è un'occasione in cui si ascoltano di più i bisogni del partner. La cosa veramente bella secondo me è imparare ad ascoltare, coccolare il compagno e sorprendersi reciprocamente, cercando di comprendere l'altro e di farci comprendere.
Ma che fare quando le parole sembrano non bastare, o quando si sente la necessità di valorizzare la qualità del tempo da passare insieme e trasformarlo in una vera pausa di condivisione e intimità? In questi casi lo strumento privilegiato per esprimere amore, condivisione e vicinanza può essere la mediazione corporea e in particolare lo strumento del massaggio, attraverso il quale si possono ottenere risultati di comunicazione intima e sincera normalmente difficili da raggiungere per altra via!!
Anche per oggi è tutto.
Un saluto
Manuel

San Valentino: qualcuno lo ama e qualcun altro proprio non lo può soffrire, Chi si sente in sintonia con il santo dei fiori e dei cuoricini rossi non mancherà di inondare l’amato bene di bigliettini o di SMS amorosi, con il degno accompagnamento di un dono, piccolo o grande. Ecco allora qualche idea, dai gioielli griffati ai gadget ironici da regalare alla dolce metà. Chi invece proprio non può soffrire il 14 febbraio e il suo corollario di mieloso romanticismo può almeno rallegrarsi; è in buona compagnia, tanto che il “Times” ha addirittura compilato un elenco di buone ragioni per cui è lecito avercela a morte con questa sdolcinata ricorrenza.
Se ritenete che fiori e cioccolatini non siamo sufficienti per dire “ti amo”, ecco alcuni oggetti ideali per un dono d’amore. Uno dei regali più tradizionali per l’amato bene è un gioiello. E chi non ha problemi di budget può scegliere davvero di tutto, anche senza arrivare allo scenografico solitario rosa a forma di cuore firmato Dior, come quello che il presidente francese Sarkozy ha donato a Carla Bruni, senza pensare che ne aveva regalato uno simile anche alla ex moglie Cecilia. Le gioiellerie propongono fedine, ciondoli e anelli a tutti i prezzi.
Chi invece è convinto che l’amore sia una poesia di sguardi, può regalare alla sua innamorata un paio di occhiali da sole.
Per chi preferisce qualcosa di più malizioso, c’è invece il "fidanzato cuscino" per chi è in cerca di coccole ma, per forza di cose, è costretto a dormire da solo. In arrivo dalla Gran Bretagna e frutto della fantasia di una coppia britannica, il cuscino boy-friend si compra anche online ed imbottito con tanto di braccio e mano predisposti ad accogliere e confortare la proprietaria.
Per chi invece pensa che l’importante sia il pensiero, tutto può essere condensato nei 160 caratteri di un Sms d’amore, da comporre e inviare .
E chi invece San Valentino proprio non lo può sopportare, si rallegri: ha dalla sua un frizzante libro che spiega le ragioni per cui essere "mollati" è in realtà una grande fortuna: per chi volesse il libro si intitola "Ex and the City", è scritto da Alexandra Heminsley ed è edito da De Agostini. E per odiare San Valentino c'è una lunga serie di buone ragioni, ora accreditate anche dal “Times” e suddivise per “maschietti” e “femminucce”. Qualche esempio al femminile: per quanto una ragazza sia felicemente fidanzata, il 14 febbraio avrà sempre il sospetto, davanti al battage martellante di coppie felici e soddisfatte, che chiunque sia più felice e sessualmente più soddisfatto di lei.
Mi fermo qui con curiosità e consigli...
Buon S. Valentino a tutti